Naturalmente Salento

Itinerario Casamassella-Otranto e il Sentiero del Pellegrino

“Un viaggio iniziatico tra terra e mare, storia e spiritualità, sulle orme di viandanti e pellegrini che per secoli hanno percorso questo sentiero, sospesi tra Occidente e Oriente”.

Casamassella: Il Cuore del Cammino, tra Storia, Tradizioni e Spiritualità

Casamassella è un borgo antico, crocevia di storia e spiritualità, un luogo che ha visto passare pellegrini, viandanti e contadini lungo il loro cammino verso Otranto e la Terra Santa. Situato lungo l’ultimo tratto della Via Francigena del Sud, conserva il fascino di un tempo in cui il viaggio era un’esperienza sacra e il cammino un atto di fede. Chi attraversa Casamassella oggi, percorre le stesse strade battute dai pellegrini medievali, tra ulivi secolari, masserie fortificate e sentieri tracciati dal tempo.

Ma Casamassella non è solo un punto di passaggio: è un luogo che accoglie e custodisce le proprie tradizioni. Le Tavole di San Giuseppe, rito secolare di ospitalità e condivisione, raccontano il senso profondo della comunità, che ogni anno apre le proprie case e le proprie tavole per offrire cibo e accoglienza ai viandanti, proprio come un tempo si faceva con i pellegrini. La Fondazione Le Costantine, invece, rappresenta il cuore pulsante dell’identità artigianale del borgo, un luogo dove l’antica arte della tessitura viene preservata come simbolo di lavoro, memoria e legame con la terra.

Camminare da Casamassella verso Otranto significa immergersi in un paesaggio che racconta storie. I sentieri si snodano tra muretti a secco, cripte rupestri, uliveti e masserie, mentre il vento che arriva dal mare porta con sé il respiro delle civiltà che hanno attraversato questo territorio: i Bizantini, i Normanni, i monaci basiliani che qui trovavano rifugio e preghiera. Otranto, con la sua Cattedrale e il suo mosaico dell’Albero della Vita, rappresenta la meta naturale di questo cammino: un punto di incontro tra Occidente e Oriente, tra terra e mare, tra passato e presente.

Il Sentiero del  Pellegrino non è solo un percorso geografico, ma un viaggio interiore, un cammino che porta alla scoperta della storia, della natura e, forse, anche di sé stessi

Il senso del cammino: una via verso l’ignoto

Esiste una linea invisibile che unisce Casamassella a Otranto, un filo sottile che attraversa il tempo e la pietra, il sacro e il profano, il terreno e il divino. Questo sentiero non è solo un percorso fisico, ma un viaggio interiore che ricalca le orme di pellegrini, mercanti e crociati diretti verso la Porta d’Oriente, ultimo baluardo del mondo occidentale prima dell’ignoto mare.

Camminando su questa strada, si avverte la presenza di chi l’ha percorsa prima di noi: monaci erranti in fuga dalle persecuzioni, cavalieri normanni diretti in Terra Santa, contadini in cerca di fortuna nei mercati d’Otranto. Ogni passo è un’eco, ogni pietra un testimone di viaggi antichi

Un viaggio attraverso il tempo, tra sentieri sacri e paesaggi primordiali, sulle orme di viandanti e pellegrini diretti a Oriente.

Casamassela: Il senso del cammino e l’inizio di un rito antico

Partire da Casamassella per intraprendere il Cammino del Pellegrino non è solo un’esperienza fisica, ma un rituale antico. Sin dall’alba dei tempi, l’uomo ha sentito il bisogno di mettersi in viaggio, di seguire una direzione, di cercare una meta. Per secoli, questo tragitto è stato solcato da passi silenziosi, da cuori speranzosi, da anime in cerca di un destino.

I crociati diretti a Gerusalemme, i monaci basiliani in fuga dalla persecuzione, i commercianti carichi di stoffe e spezie, i pellegrini con le tasche vuote e la fede incrollabile: tutti hanno percorso questo sentiero. Oggi, chi si incammina lungo questa strada sente ancora il richiamo di quel tempo antico, un’eco che risuona tra gli ulivi e le pietre sacre della Via Francigena del Sud.

La Valle dell’Idro: l’ombra della terra sacra

Scendere verso la Valle dell’Idro è come varcare una soglia invisibile, un passaggio dal mondo terreno a quello dello spirito. Questa valle, con le sue grotte segrete e le sue sorgenti nascoste, ha da sempre evocato mistero e contemplazione.

I monaci basiliani che qui si rifugiarono tra il IX e il XII secolo scelsero questi luoghi non solo per la loro inaccessibilità, ma per l’energia che vi si percepisce. La Cripta di Sant’Angelo, scavata nella roccia, è ancora oggi un luogo di silenzio e preghiera, un santuario dimenticato dove il tempo sembra essersi fermato.

Si dice che i pellegrini, prima di raggiungere Otranto, si fermassero qui per un ultimo momento di riflessione. Accendevano una candela, pronunciavano una preghiera e affidavano il loro cammino al cielo. Alcuni lasciavano segni incisi sulle pareti della cripta, croci, simboli, nomi. Testimonianze che oggi, sbiadite dal tempo, ancora raccontano il loro passaggio.

La Via Francigena: una linea invisibile verso l’Oriente

Uscendo dalla valle, il sentiero si immette nella Via Francigena del Sud, l’ultima porzione del lungo cammino che univa Canterbury a Roma, e Roma a Otranto.

Camminare su questa strada significa attraversare secoli di storia sotto i propri passi. Qui hanno marciato i soldati normanni, qui sono transitati i mercanti veneziani, qui hanno pregato i pellegrini prima di affrontare il mare.

A Giurdignano, il paesaggio si fa enigmatico. Dolmen e menhir si ergono solitari, come sentinelle di un passato remoto. Forse erano punti di riferimento per antichi riti pagani, forse erano utilizzati dai pellegrini come segnali nel cammino. Alcuni studiosi credono che il loro allineamento non sia casuale, ma segua un ordine astronomico, come se questa terra fosse un gigantesco orologio solare.

Si racconta che alcuni viandanti, colpiti dall’energia di questi luoghi, si fermassero in preghiera accanto ai menhir prima di riprendere il cammino. Alcuni vi lasciavano pezzi di stoffa o piccoli oggetti, un modo per chiedere protezione durante il viaggio.

L’ultimo tratto: la luce di Otranto

Superata Giurdignano, la strada si apre e il mare appare all’orizzonte. Il vento si fa più forte, il cielo più vasto. Ogni pellegrino che ha raggiunto questo punto ha sentito la stessa emozione: la consapevolezza di essere giunto alla soglia di un nuovo mondo.

Entrando a Otranto, si percorre l’ultimo tratto di questo viaggio spirituale. Il pellegrino medievale, così come quello moderno, si ferma davanti alla Cattedrale di Otranto, un luogo carico di simbolismo e memoria.

Qui, sulle navate in pietra, si estende il Mosaico dell’Albero della Vita, una mappa sacra che racconta il viaggio dell’uomo tra bene e male, tra terra e cielo. Guardarlo dall’alto è come decifrare un messaggio lasciato nei secoli, un invito a riflettere sul proprio cammino.

Ma il vero momento di raccoglimento avviene nella Cappella dei Martiri, dove riposano le ossa degli 800 otrantini uccisi nel 1480 per aver rifiutato di rinnegare la propria fede. Qui il pellegrino si inginocchiava, toccava con mano le reliquie, e capiva che ogni viaggio è anche una prova.

Un cammino che continua oltre il tempo

Il Cammino del Pellegrino da Casamassella a Otranto è un viaggio che va oltre la semplice escursione. È un sentiero che porta chi lo percorre a una dimensione più profonda, dove il passato e il presente si fondono in un’unica esperienza.

Camminare qui significa ripercorrere le orme di chi è venuto prima di noi, sentire la voce del vento tra gli ulivi, ascoltare il silenzio della Valle dell’Idro, seguire il filo invisibile della Via Francigena.

Non importa quale sia la meta. Ciò che conta è il percorso, la trasformazione, la consapevolezza che ogni passo ci porta non solo avanti, ma dentro noi stessi.

“ Lascia che il cammino ti guidi. Segui la strada dei pellegrini, ascolta la voce della terra, lasciati avvolgere dal mistero. Otranto non è solo una destinazione. È una rivelazione ”.

Casamassella: il principio del viaggio

Si parte dal cuore rurale del Salento, da Casamassella, piccolo borgo immerso tra uliveti e muretti a secco. Qui il tempo è scandito dal vento che piega gli alberi d’ulivo e dal canto delle cicale che accompagnano il viandante lungo i tratturi.

📍 Punti di interesse:

•Il borgo antico, con le sue case in pietra calcarea e le strade che sembrano raccontare storie dimenticate.

•Le Costantine, un centro che ancora oggi custodisce l’arte della tessitura tradizionale, tramandata come un tempo si tramandavano le preghiere lungo i cammini di pellegrinaggio.

•I muretti a secco e i campi di grano e vite, dove il lavoro dell’uomo si fonde con la sacralità della terra.

Si narra che i primi pellegrini diretti a Otranto si fermassero qui per una sosta prima di affrontare il tratto più mistico del viaggio, la discesa nella Valle dell’Idro.

La Valle dell’Idro: il corridoio sacro tra due mondi

Quando il cammino si immerge nella Valle dell’Idro, qualcosa cambia. L’aria si fa più umida, le ombre si allungano e il silenzio diventa più denso. È qui che i monaci basiliani, in fuga dall’Oriente tra il IX e l’XI secolo, trovarono rifugio, scavando nella roccia le loro chiese rupestri, creando un luogo di preghiera sospeso tra terra e cielo.

Si dice che nelle notti di luna piena, il vento che passa tra le grotte porti ancora con sé il suono dei loro canti, mescolati al fruscio delle foglie e al battito d’ali dei rapaci notturni.

📍 Punti di interesse

•Le chiese rupestri scavate nella roccia, con affreschi bizantini dai colori ormai sbiaditi, testimoni di un’epoca in cui la fede era rifugio e speranza.

•Le sorgenti nascoste dell’Idro, un tempo sacre, considerate porte d’accesso al mondo sotterraneo.

•Le antiche incisioni nella pietra, enigmatici simboli che alcuni studiosi ritengono legati a culti pre-cristiani della fertilità e dell’acqua. Qui, i pellegrini si fermavano per pregare, per dissetarsi, per trovare un segno prima di proseguire.

La Via Francigena: il cammino degli uomini e degli dèi

Superata la Valle dell’Idro, il sentiero si unisce alla Via Francigena del Sud, l’ultima propaggine di quel grande cammino che da Canterbury portava a Roma e poi fino a Brindisi e Otranto, porta d’accesso al Mediterraneo orientale.

Camminando lungo questa strada, si attraversano paesaggi che parlano di un tempo lontano: ulivi contorti dal vento, campi di terra rossa e masserie fortificate, un tempo usate come rifugio dai viandanti e dai soldati normanni.

📍 Punti di interesse:

•Le masserie storiche, vere e proprie cittadelle rurali che per secoli hanno fornito cibo e riparo ai viaggiatori.

•I dolmen e menhir sparsi lungo il cammino, testimoni di riti ancestrali legati al culto del sole.

•Il primo scorcio del mare Adriatico, che appare come un miraggio in lontananza, segno che Otranto è vicina.

Chi cammina su questa strada percepisce qualcosa di antico, un’energia sottile che sembra guidare il passo.

Ingresso a Otranto: la porta dell’Oriente

L’arrivo a Otranto segna un passaggio simbolico: qui finisce la terra e inizia il mare, qui l’Occidente si affaccia sull’Oriente, qui il viaggio si trasforma in destino.

Entrando dalla Porta Alfonsina, il viaggiatore si trova immerso in un labirinto di vicoli stretti, dove l’odore del mare si mescola a quello delle spezie vendute nelle botteghe.

📍 Punti di interesse:

•Il Castello Aragonese, testimone delle battaglie contro gli Ottomani e delle storie di resistenza della città.

•Il porto, dove per secoli sono approdati pellegrini, crociati e mercanti, diretti in Oriente o di ritorno dall’ignoto.

•La vista sulle acque cristalline della Baia delle Orte, un luogo dove il tempo sembra essersi fermato.

La Cattedrale di Otranto: il compimento del viaggio

L’ultima tappa è la più importante: la Cattedrale di Otranto, simbolo della fede e della memoria della città.

📍 Punti di interesse:

•Il Mosaico dell’Albero della Vita, una delle opere più enigmatiche del Medioevo, che racconta il destino dell’uomo tra santi, cavalieri e creature mitologiche.

•La Cappella dei Martiri, dove riposano le ossa degli 800 otrantini uccisi nel 1480 dai Turchi per non aver rinnegato la loro fede.

•Le cripte sotterranee, luoghi di preghiera e silenzio, che conservano il respiro della storia.

Chi entra nella cattedrale comprende che ogni viaggio ha un significato più profondo, che ogni passo lascia un’impronta, che la storia continua a vivere nelle pietre e nel mare che bagna questa città.

Conclusione

Questo non è solo un itinerario, ma un’esperienza iniziatica. È un ponte tra mondi, un viaggio che collega Casamassella a Otranto, l’entroterra al mare, l’Occidente all’Oriente.

Se ascolti il vento tra gli ulivi e il suono delle onde sullo scoglio, sentirai la voce di chi, secoli fa, ha camminato su questa stessa terra, cercando risposte. Forse, alla fine del viaggio, troverai anche le tue.

Lunghezza percorso: 12 Km
Tempo di percorrenza: 4-5 ore a piedi/2-3 ore in bici
Dislivelli: 264 m
Difficoltà: Semplice
Livello: Turistica (T) – Escursionistica (E) 
Tipologia fondo: strade vicinali 70%, sterrato 30%
Punto di Partenza e Ritrovo: Piazza Vittorio Emanuele II, 1, 73020 Casamassella LE
Come raggiungere il punto di partenza: Segui le Indicazioni del Seguente Link di Google Map
►Escursione e Attività con Guide Certificate
►Mappa Digitale e Cartacea Itinerario
►Hike & Trekking, Biking
►Noleggio bici
►Visite Guidate
►Laboratorio di Ceramica  
►Attrezzature escursionistiche*
►Assicurazione 
Cosa portare: zaino (10-20 L), borraccia acqua (1 litro), snack, cibi e bevande energetiche, pranzo al sacco quando richiesto.
Abbigliamento consigliato: abbigliamento escursionistico adatto alla stagione, consigliata vestizione a strati, maglietta trekking, pantaloni da trekking, scarpe da trekking, giacca Outdoor anti-acqua/anti-vento, cappello.
Attrezzature consigliate: Kit Escursionismo, bastoncini da Hike & Trekking
**Le attrezzature escursionistiche che comprendono dotazioni di sicurezza necessarie allo svolgimento dell’escursione (caschetti di protezione, luci frontali, imbraghi, corde, moschettoni) saranno fornite dall’organizzazione.
Richiesto: buono stato di salute, buono stato psico-fisico, attidudine a camminare. 
Numero Massimo Partecipanti: 25/30 persone con  Guida/Accompagnatore
Famiglie con bimbi e ragazzi: Si (con bimbi dagli 6 anni in su)
Amici a quattro zampe: SI (con guinzaglio)
10:00-18:00 Partenza/Fine Escursione Giornata Intera (6/8h)
10:00-13:00 Partenza/Fine Escursione Mezza  Giornata 1°Turno (3/4h)
15:30-18:30 Partenza/Fine Escursione Mezza  Giornata 2°Turno (3/4h)
*Gli orari di partenza/fine escursione possono variare per motivi legati alla stagione, meteorologici, organizzativi, tecnici e di sicurezza.

►Escursione di Gruppo a Calendario Giornata Intera (6 ore): 

  • 15 € Intero
  • 10 € Abbonato
  • 5 € Ridotto ragazzi (dai 10 ai 14 anni)
  • Gratuito bimbi (dai 5 ai  9 anni)

►Escursione Privata con Prenotazione ( min 2 px)

Mezza Giornata (3 ore):

  • 50€ (1-2 px)
  • 40€ (3-4 px)
  • 30€ (5-8 px)
  • 20€ (9-12 px)
  • 15€ (13-20 px)

Giornata Intera (6 ore):

 Biglietto Intero

  • 80€ (1-2 px)
  • 60€ (3-4 px)
  • 40€ (5-8 px)
  • 30€ (9-12 px)
  • 25€ (13-20 px)

Biglietto Ridotto del 50% per Bimbi e Ragazzi dai 10 ai 15 anni  (accompagnati da almeno un genitore)

Biglietto Gratuito per Bimbi dai 6 ai 9 anni di età (accompagnati da almeno un genitore)

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